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L’ultimo schiaffo di Obama a Trump in tema di ambiente

Che una delle differenze più grandi tra Barack Obama e Donald Trump, futuro inquilino della Casa Bianca, risieda proprio nella politica relativa all’ambiente è cosa nota.

Il Presidente Eletto ha più volte affermato di voler mettere mano alle politiche in tema di tutela dell’ambiente portate avanti da Obama nei suoi otto anni alla Casa Bianca e di voler seguire una strada totalmente opposta: è probabilmente anche per questo che Obama nei giorni scorsi ha voluto segnare un punto a suo favore e di quanti pensano che la tutela dell’ambiente sia fondamentale per il futuro dell’umanità.

Stop alle trivellazioni offshore in due zone strategiche

La presidenza di Obama è ormai agli sgoccioli, ma l’attuale inquilino della Casa Bianca, con un atto che ha subito suscitato polemiche feroci, ha voluto lanciare un chiaro segnale a Trump e a quanti pensano di smantellare le politiche americane degli ultimi otto anni in tema di ambiente.

Obama ha infatti ufficialmente vietato le trivellazioni offshore aventi come obiettivo l’approvvigionamento di gas e petrolio nelle zone artiche del Pacifico e dell’Atlantico settentrionale. il-candidato-alla-presidenza-donald-trump

E il Presidente USA, per la gioia di quanto si battono per la tutela dell’ambiente, ha reso questo ordine “definitivo e permanente”, utilizzando una legge di più di 60 anni fa, ovvero l'”Outer Continental Shelf Lands Act”.

Con questa mossa Obama renderà davvero difficile a Donald Trump il raggiungimento del suo obiettivo, ovvero quello di ribaltare in modo radicale le politiche americane in tema d’ambiente.

La reazione degli studiosi all’atto di Obama

Il New York Times ha chiesto un parere a Patrick Parenteau, uno dei luminari USA in tema di legislazione ambientale.

Secondo lui l’azione di Obama è senza precedenti e apre una nuova era in tema di leggi legate alla tutela dell’ambiente. Obama, nello spiegare ai giornalisti la sua decisione, ha affermato che con questa decisione ha voluto proteggere una zona dove è presente un ecosistema delicatissimo e dove gli incidenti per estrazioni di gas e petrolio sono purtroppo frequenti.

Una decisione destinata a finire in tribunale?

Ovviamente le reazioni sia di stampo positivo che negativo non si sono fatte attendere. Da un lato c’è chi, come tutti coloro che lottano quotidianamente per tutelare l’ambiente, ha accolto con grande soddisfazione una decisione che potrebbe risultare decisiva per la lotta ambientalista e che potrebbe seriamente compromettere il disegno politico di Trump.

Dall’altro lato vi sono molti esponenti del Partito Repubblicano e le multinazionali operanti nel settore energetico, che hanno duramente criticato questa decisione di Obama, definendola assolutamente irrituale considerando che il suo mandato è ormai ai titoli di coda.

E non è un caso che alcuni importanti esponenti delle compagnie petrolifere abbiano accusato il Presidente uscente di ingerenza nei confronti della Amministrazione “in pectore” e hanno garantito che questa scelta, oggettivamente di tutela dell’ambiente, finirà davanti ad un Tribunale federale.

Al di là delle reazioni, questa scelta di Obama lo rende ancor di più il Presidente USA che nella Storia si è prodigato e impegnato per portare avanti una politica a favore dell’ambiente: qualsiasi sia il destino di questa norma e a prescindere dalle politiche che l’amministrazione Trump porterà avanti nel corso dei prossimi anni, la coscienza ambientalista dell’attuale inquilino della Casa Bianca è una delle grandi eredità dei suoi otto anni di presidenza.

Fonte: http://tg24.sky.it/tg24/ambiente/home.html

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