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Alfabeto in inglese: regole e pronuncia

L’ alfabeto inglese è forse il più importante, visto che la lingua in questione è considerata quella internazionale per eccellenza.

Se dunque la si vuole imparare, si necessita di dover partire dalle basi della stessa cioè da quello che è il suo alfabeto.

 

Regole della sua composizione

 

 

Questo per struttura e composizione è molto simile a quello italiano, infatti la maggior parte delle lettere sono le stesse che utilizziamo nel nostro alfabeto classico.

L’unica differenza è che ne utilizza 5 in più in quello che è il suo gergo comune di utilizzo.

Queste sono le lettere in questione: j, k, w, x, y.

Non che queste non siano da noi conosciute, solo che nel nostro parlare comune non vengono praticamente mai inserite.

In quello inglese, invece, acquistano un’enorme importanza, difatti queste sono particolarmente presenti nella grammatica base e le si dovrà utilizzare spesso.

All’interno dell’alfabeto la j e k sono situate, per ordine, dopo la lettera I e prima della L.

Per quanto riguarda invece le lettere w, x, y, queste sono situate in ordine dopo la lettera v e prima della conclusiva z.

 

Pronuncia alfabeto inglese

 

l alfabeto in ingleseQuesta invece è molto differente dal nostro lessico, quindi merita la massima attenzione. Vediamo per ogni singola lettera quella che è la sua esatta pronuncia, quindi da non sbagliare.

A: Si legge ei, come l’espressione in italiano ehi

B: La sua pronuncia è identica a quella dell’alfabeto italiano

C: Si pronuncia si, come se stessimo rispondendo affermativamente a qualcuno con cui stiamo parlando

D: Stessa pronuncia, di

E: In questo caso si differenzia in quanto va pronunciata come una I di Imola

F: Questa si pronuncerà ef

G: Si legge allo stesso modo dell’italiano

H: Si differenzia invece molto, va pronunciata heich

I: Bisogna pronunciarla ai, allo stesso modo della prima persona nella grammatica inglese di io sono

J: Si cita gei

K: Si dice chei

L: Si pronuncia el

M: Va detta em

N: Come la precedente si aggiunge una E iniziale, en

O: bisogna citarla come se ci fosse una u finale, ou

P: Uguale all’italiano ma come se alla fine dovessimo far uscire un po’ di aria dalla nostra bocca

Q: Molto diversa, si pronuncia chiu

R: Si dice ar, la r finale però non deve essere aggressiva, ma bensì molto morbida

S: Bisogna metterci una E davanti, es

T: Come nell’italiano ma anche in questo caso facendo uscire un po’ di aria alla fine

U: Si legge iu, proprio come la seconda persona singolare nella grammatica inglese you

V: va pronunciata con una i finale, vi

W: In italiano diciamo doppia vu, in inglese è come se dovessimo dire doppia u, infatti si dirà dabol-iu

X: Si pronuncia ex, proprio detto simpaticamente, come se dovessimo riferirci ad una persona che in passato era fidanzata con noi.

Y: Particolarmente differente dalla nostra pronuncia. Dovremmo citarlo uai, proprio come se in inglese dovremmo domandare il perché a qualcuno, why

Z: Anche quest’ultima differente, la sua pronuncia e zed, con una z iniziale molto morbida, quasi come se dovessimo pronunciare una s.

 

Come abbiamo dunque visto, la maggioranza delle lettere è uguale ma la pronuncia si discosta a volte di davvero molto.

Come in ogni cosa, soprattutto per quel che riguarda le lingue, l’allenamento è la cosa fondamentale da applicare.

Difatti gli insegnanti d’inglese, nell’aiutare qualcuno ad imparare questa lingua, partono dal far ripetere più e più volte il suo alfabeto nel modo corretto, così che rimanga ben impresso nella mente e si possa costruire su di esso l’intera grammatica.

 

Fonte: www.inglesedinamico.net

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